giovedì 09 luglio 2009 @ piazzetta miraglia – napoli
OCCUPIAMO LE PIAZZE CON I SOGNI
un’iniziativa di presentazione di DIY CAMPANIA e di informazione/comunicazione sulle autoproduzioni musicali
*dalle 18.30 concerto con:
ULTIMOGIRO – hc, napoli
FUZZ – punk rock, napoli
LEV – punk, napoli
INSULA DULCAMARA – cantautorato elettroacustico, napoli
*prima, durante e dopo dj set a cura di FV.
di seguito il volantino dell’iniziativa…
Occupiamo le strade coi sogni!
Non considerare la musica e se stessi come una merce e avere come obiettivo la comunicazione diretta e la massima circolazione di contenuti alternativi (dove "alternativi" non è una questione di piercing, ma di un modo diverso di intendere le relazioni tra le persone) possono apparire "solo" delle belle parole, degli slogan fini a se stessi.
Per alcuni/e, invece, sono una pratica quotidiana fatta di incontri, discussioni, scambio di idee e di informazioni attraverso fanzine e siti web, organizzazione di iniziative, costruzione di contesti "altri", azioni dirette contro chi è direttamente responsabile dei disastri sociali che lo/a riguardano in prima persona.
Vuol dire, nel nostro caso specifico, attaccare lo strapotere delle major e della grande distribuzione (fnac, feltrinelli e soci) praticando il libero scambio di contenuti, anche attraverso il P2P e le reti informatiche; vuol dire non accettare discorsi da locale del tipo "tu porti 30 amici e io ti do tanto" e le aziende come myspace che ti usano come cartellone pubblicitario per i loro banner e che lucrano sui tuoi dati e gusti personali; vuol dire tenersi alla larga da etichette sedicenti indipendenti che tentano solo di spillare soldi a destra e a manca, in primi alle band (obbligandoli, come spesso succede, ad acquistare le copie del proprio disco) e poi ai suoi amici; vuol dire rifiutare la proprietà intellettuale (il copyright, la SIAE) che rende chi scarica perseguibile da una legge a tutela
esclusiva dell’industria culturale.
Vuol dire, in una parola sola, autoproduzione.
E allo stesso tempo comprendere che occorre ampliare l’orizzonte, considerare le strette connessioni tra i vari ambiti della società rendendosi conto che quella per una musica libera e svincolata da logiche di profitto è solo una delle tante lotte da portare avanti contro un capitalismo che, giorno dopo giorno, macina sfruttamento e asservimento a logiche di profitto, emarginazione sociale e disastri ambientali.
Riprendiamoci quindi ciò che ci appartiene: piazze, strade, spazi, luoghi, strutture lasciate a marcire dalle speculazioni edilizie ed economiche.
i nostri corpi, rinchiusi nell’alienazione dei luoghi di lavoro nell’angoscia delle politiche securitarie nel terrore mediatico che bombarda senza sosta nella realtà di plastica della fiction e dei videogames nella socialità al silicio dei social network nella vanità senza stile delle mode nelle speculazioni dell’industria dell’intrattenimento nelle tenebre dell’ottusità bigotta e razzista i nostri corpi, ci appartengono, come le nostre vite.
riprendiamoci gli spazi e il tempo. riconquistiamo le nostre vite, le strade, i nostri desideri.
Agli interessi di imprenditori e politicanti opponiamo la rabbia e la gioia dell’autogestione.